SaggiN. 3
Sulle lettere a cui rispondo in ritardo
Una lettrice mi ha scritto a marzo. Ho risposto a luglio. Una breve scusa che, a metà, si è trasformata in una difesa della risposta tardiva.
A marzo una lettrice mi ha scritto a proposito del saggio sul traghetto. Era cresciuta sull’altra sponda e ricordava diversamente la sirena: due brevi suonate, diceva, non una lunga, e solo quando c’era nebbia. Era una lettera attenta e generosa, di tre pagine, il genere di lettera che richiede una serata per essere scritta. Le ho risposto la settimana scorsa. È luglio.
Voglio chiederle scusa qui, pubblicamente, perché meritava una risposta più tempestiva. Voglio anche dire perché non sono sicura che meritasse una risposta più rapida.
La rapidità della faccenda
La maggior parte dei messaggi oggi arriva aspettandosi una risposta nel tempo che ci è voluto per inviarli. Una lettera come la sua chiede qualcosa di diverso. Era stata scritta con calma, di proposito, e quella lentezza faceva parte di ciò che diceva: ci ho riflettuto, e vorrei che ci riflettessi anche tu. Una risposta scritta quella stessa sera sarebbe stata cortese. Sarebbe stata anche una sorta di rifiuto, un modo per chiudere la questione invece di prenderla in considerazione.
Così me ne sono occupata. Sono tornata al traghetto. Ho chiesto al marinaio di bordo dei segnali acustici nella nebbia; mi ha guardata come se gli avessi chiesto se le barche galleggiano, poi mi ha spiegato a lungo che lei aveva ragione.11Due brevi colpi di sirena nella nebbia, uno lungo quando si salpa con il bel tempo. Il saggio è stato corretto, con una nota. Le correzioni sono le lettere più utili che ricevo, e quelle a cui rispondo più in fretta. Ho interrogato due nuotatori di una certa età, che non erano d’accordo né tra loro né con lei. Ho letto i regolamenti portuali, che non chiariscono nulla e sono lunghissimi. Quando le ho risposto, avevo una risposta migliore di quella che le avrei mandato a marzo e tre nuove domande da aggiungere in fondo.
Una piccola regola
Non voglio fare della mia disorganizzazione una virtù. Alcune lettere richiedono una risposta immediata, e anche a quelle non sono riuscita a rispondere. Ma ho cominciato a seguire una regola, presa in prestito da un’amica che gestisce una libreria: rispondere in fretta a un messaggio breve e con calma a una lettera lenta, e mai il contrario.
Nella sua risposta, mi scrisse che la mia era arrivata la mattina del primo giorno davvero tiepido dell’anno. Disse che era valsa la pena aspettare. Sospetto che fosse gentile. Conservo comunque la lettera.
Note
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Due brevi colpi di sirena nella nebbia, uno lungo quando si salpa con il bel tempo. Il saggio è stato corretto, con una nota. Le correzioni sono le lettere più utili che ricevo, e quelle a cui rispondo più in fretta. ↩